RSS

Archivi categoria: Altro

Esistono davvero dei dolci..salutari?


Esistono. Allora non saranno granchè.. (penserai) e invece no! Sono anche molto buoni, ma in pochi sanno come e perchè farli. Sto parlando della cucina crudista. Il nome può trarre in inganno, non si tratta di torte crude, no di certo. Vediamo brevemente in cosa consiste e come si preparano questi dolci.

Senza andare troppo nel particolare, si può dire che la cottura altera gli alimenti rendendoli poco salutari. Chiaramente questo dipende anche da cosa si cuoce (una zucchina cotta è certo meglio di una pizza con wustel e patatine) e come. Il crudismo evita ogni tipo di cottura per ogni tipo di alimento, con lo scopo di mantenere le sue qualità nutritive di base, gli enzimi,le vitamine e tutto il resto. Sono ammesse tutte le lavorazioni che raggiungono questo scopo come tritare, frullare, essicare a max 42°, marinare, congelare etc etc.  I crudisti sono nella maggior parte dei casi anche vegani, per cui gli alimenti base sono sempre frutta, verdura e semi vari. Alcune sostanze, come lo zucchero, sono escluse.

Torta crudista, dal sito “My Sugar Is Raw”

Ma come si fa a creare qualcosa di buono con tutte queste restrizioni? A primo impatto puà sembrare difficile, se non impossibile. Lo pensavo anche io, quando per la prima volta sono venuta a consocenza di questo stile di vita. Ma ho poi avuto modo di ricredermi: non mi alimento così al 100%, ma di ricette ne ho provate e ne provo parecchie! Riguardo ai dolci, si possono fare ottimi gelati, ghiaccioli, torte fredde, piccoli dolci (come bon bon, biscotti, barrette, pasticcini) o dolci al cucchiaio, e molto altro. Il tutto si può mangiare in quantità, senza appesantirsi e senza preoccupazioni per la linea e la salute. Non importa se condividi o meno i principi del crudismo e del veganismo: ti invito a provare in ogni caso le ricette 🙂 E come al solito farò riferimento ad alcuni libri sull’argomento. Il più recente è Dolce e Crudo , di cui riporto il banner qua sotto  (clicca per leggere la presentazione ufficiale, scaricare l’estratto e capire meglio di cosa si tratta) Conosco una della autrici, Lucia Giovannini, tramite Facebook e posso assicurare che si tratta di un ottimo acquisto, specialmente per chi non conosce il crudismo.

Un’altro libro molto bello riguarda un tipo di dolce più specifico: il cioccolato. Anche qui riporto il banner che rimanda alla presentazione ufficiale di Il cioccolato che fa bene!


Sperando di averti incuriosito… per domande o qualsiasi cosa, commenta pure qui sotto ^_^

 
3 commenti

Pubblicato da su luglio 15, 2013 in Altro

 

Una rivoluzione molto particolare…


A cosa mi riferisco? Il titolo in effetti non dice molto, ma mi spiego subito meglio. E’ una rivoluzione che potrebbe incidere parecchio sia sulla vita dell’uomo che su quella dei nostri amici animali (tema prevalente di questo blog!).

Si tratta di ciò che mangiamo e soprattutto di tutte le “certezze” che abbiamo su cosa,come e quanto mangiare. Basta pensare a tutte le informazioni che ci hanno imposto fin da piccoli, come se fossero indiscutibili. Fortunatamente non siamo più bambini e possiamo rivedere tutte le nostre tutte le nostre convinzioni alla luce di nuovi studi e informandoci in modo indipendente dagli interessi delle grandi industrie alimentari e farmaceutiche. Basta volerlo! Personalmente in questi ultimi anni ho cambiato completamente modo di mangiare e direi anche stile di vita, andando verso una dieta sempre più a base di vegetali (plant-based diet). Rinuncia, privazione, sacrificio, insalate scondite? Non direi proprio. La bella notizia è che una dieta vegana (o che ci si avvicina) non solo è una scelta etica ed ecologica, ma è anche salutare e buona! Basta sapere come fare: le ricette sono infinite, non è necessario essere vegan per provarle! ^_^ Nessuno è obbligato a nulla, ma se davvero credi di avere una mentalità aperta ti consiglio di informarti…di sperimentare..credimi, ne vale la pena.

Ecco perchè consiglio questo libro e spero di averti incuriosito: è un manuale che raccoglie esperienze, informazioni scientifiche (anche se ancora non ne sei a conoscenza esistono molti studi che confermano la validità di un’alimentazione simile, come The China Study) e soprattutto consigli pratici, con oltre un centinaio di ricette per mettersi alla prova. Clicca sotto sul banner per saperne di più, oppure qui –>La Rivoluzione delle forchetta Vegan

 
Lascia un commento

Pubblicato da su giugno 27, 2013 in Altro

 

Tag: , , , ,

Conosci il potere della tua mente?


Homo faber fortunae suae.  L’uomo è artefice del proprio destino.

Credo molto in questa frase. Se vuoi cambiare, in qualsiasi ambito della tua vita ( obbiettivi personali, lavoro, dieta, organizzazione, evitare di rimandare ogni cosa, lo stile di vita, i rapporti con gli altri..), devi incominciare con il prenderti le tue responsabilità. Certamente il caso(sommato alle decisioni degli altri) domina una parte di quello che accade, ma una parte minima: ciò che cambia le cose siamo noi stessi. E quindi tutto ha a che fare con la nostra mente: i pensieri, i ragionamenti, l’atteggiamento, tutti i suoi meccanismi. Se conosci questi meccanismi, puoi davvero gestire la tua vita nel modo migliore possibile e raggiungere finalmente i tuoi obbiettivi.

Una disciplina molto interessante che si occupa proprio di questo è la PNL, cioè la Programmazione Neurolinguistica. Riguardo al nome riporto la definizione di Wikipedia :” Il nome deriva dall’idea che ci sia una connessione fra i processi neurologici (“neuro”), il linguaggio (“linguistico”) e gli schemi comportamentali che sono stati appresi con l’esperienza (“programmazione”), affermando che questi schemi possono essere organizzati per raggiungere specifici obiettivi nella vita.” In altre parole, conoscendo i meccanismi della mente possiamo in un certo senso ri-programmarla e così ottenere notevoli vantaggi.

Sono molti gli ambiti di utilizzo di queste tecniche e informazioni. Un esempio tra tutti riguarda un argomento assai di moda: la dieta. E’ interessante il punto di vista di Debora Conti nel suo libro Dimagrisci senza dieta. (clicca e scarica l’estratto gratuito).Dalla sua esperienza personale nel campo della PNL, ha scoperto nelle “visualizzazioni” un metodo molto valido per favorire il cambiamento. La riprogrammazione passa quandi attraverso l’immaginazione, e non solo. Cosa, quando, quanto, come si mangia.. tutto parte dalla nostra mente: essa è la base, tramite essa possiamo dimagrire senza rinunce e diete restrittive e in ogni caso imparare l’autocontrollo necessario per seguire un nuovo e sano stile di vita.

Personalmente credo che la cosa piu importante sia unire il potere della mente, ad un’ alimentazione realmente sana ed efficace. E’ stato ad esempio notato in diversi studi come a parità di calorie si dimagrisca di più con certi alimenti rispetto ad altri. Conta più la qualità della quantità! Se vuoi sapere quali sono questi alimenti da mangiare in quantità, ripropongo un libro del precedente articolo: Eat to Live . In genere non mi interesso di diete, perchè per me la salute è al primo posto, non il dimagrimento fine a se stesso. Questo libro mi ha incuriosito perchè unisce entrambe le cose.

Buon cambiamento!

 
Lascia un commento

Pubblicato da su aprile 7, 2013 in Altro

 

Magri e in salute. Il segreto?


Se leggi questo articolo, forse ti aspetterai una nuova dieta, farmaco, bevanda, posizione magica. Non esattamente. Vorrei invece esaminare il problema del peso da un’altro punto di vista.

Ammettiamolo, il primo obbiettivo nel perdere peso è quello estetico, per piacere a se stessi, ma soprattutto agli altri. Questo è il primo grave errore che si commette. Perchè allora essere magri (nella giusta misura)? Molto semplicemente per una questione di salute. Essere in sovrappeso o ancor più obesi non è certo salutare (si dice che “apre la porta” a diverse malattie), per quanto sia diffuso il modo di dire “in salute” riferito alle persone in carne. Affermazione che ha probabilmente avuto successo in quanto usata come scusa per i propri fallimenti. Stare in forma significa affrontare la vita con una marcia in più, leggeri, attivi, sereni. Se a questo si aggiunge una salute di ferro, chi più ci ferma?

Se vuoi ottenere tutto questo… c’è un’ altro grande errore da cui guardarsi, che è il vero segreto. Bisogna evitare come la peste le diete a breve termine. In particolare quelle diete (non faccio nomi ma ne conoscerai tante) assurde che pure funzionano, ma portano a grossi problemi in fatto di salute ed energia. Come quelle iperproteiche basate sul consumo di carne prima di ogni altra cosa. Ce ne sono infinite. Quindi, senza dieta come si fa? Si cambia. Può risultare difficile inizialmente, ma l’unico modo per ottenere effetti duraturi e benefici sull’organismo in termini di salute e dimagrimento, è cambiare definitivamente stile di vita. Molti nemmeno si immaginano gli effetti positivi che uno stile di vita sano può avere sulla qualità della propria vita.

La frutta, il cibo più sano che ci sia!
(per chi è convinto che “ciò che è buono fa male”)

Qui in un solo articolo non ci sono il tempo ne lo spazio necessario per spiegarti i benefici e la marea di informazioni relative al raggiungimento della salute, di quella vera, senza malattie e senza più bisogno di medici, farmaci e rimedi vari. Utopia? Prova sulla tua pelle. Ma soprattutto inizia a mettere da parte pregiudizi ed informarti in modo indipendente, pronto a rivedere qualsiasi tua convinzione.

In questa duplice direzione, cioè la ricerca di salute e dimagrimento, è uscito da poco  Eat to Live”. Ho detto prima che non avrei consigliato diete, ma questo libro è diverso. Il titolo è studiato per attirare i lettori, anche se ciò che promette (9 kg in 6 settimane, in modo naturale e salutare) è effettivamente possibile. Ma basta iniziare a leggerlo o leggere solamente la recensione ufficiale per capire che l’obbiettivo dell’autore (Joel Fuhrman medico e ricercatore) è sensibilizzare nei confronti di un sano stile di vita. E naturalmente fornire tutte le conoscenze necessare per iniziare quella che per molti potrebbe essere una nuova vita. Non quindi una dieta temporanea, ma un cambiamento a lungo termine. Si distingue anche nel promuovere uno stile di vita innovativo e molto più efficace di qualsiasi altro, basato sull’alimentazione naturale dell’uomo.

L’unica via per riconquistare la salute è proprio un ritorno alla natura e alla semplicità.

Scopri di più


 
1 Commento

Pubblicato da su marzo 11, 2013 in Altro

 

Tag: , , , ,

La dieta vegana- Quali sono le motivazioni etiche?


Scrivo questo articolo a scopo informativo.Mi sono accorta che molte persone non conoscono le motivazioni etiche che portano a segliere di seguire una dieta vegan.

Partiamo dal punto principale, Che cosa significa “Vegan”? Vegano è chi, oltre a non mangiare carne e pesce (vegetariani), non mangia neanche i prodotti animali, come uova, latte e formaggio (tutti i latticini).

Questo perchè?

La motivazione etica subentra quando c’è maltrattamento o uccisione di animali, come in questo caso. A questo proposito mi sembra già di sentire risposte di questo genere: “Ma se prendo un uovo dalla gallina o il latte dalla mucca non la sto uccidendo e neanche maltrattando”. Le cose non stanno esattamente così. E confesso che anche io qualche anno fa avrei risposto allo stesso modo…

Premessa: le affermazioni qui riportate si riferiscono agli allevamenti più comuni /intensivi

Mettiamo anche da parte le condizioni in cui sono tenuti gli animali, molto spesso non idonee(spazi troppo stretti, al chiuso, scarsa igiene e cure, sfruttamento), perchè purtroppo non è solo questo il motivo per cui un vegano rifiuta certi alimenti.

Passiamo ad esaminare i cibi uno per uno:

  • Uova: Per produrne, è necessario un grande numero di galline. Queste galline provengono da allevamenti appositi, in cui vengono fatti nascere tantissimi pulcini: mentre le femmine vengono destinate alla produzione, la maggior parte dei maschi sono uccisi sul momento o destinati al macello.(solo una minoranza sono destinati alla riproduzione all’interno delll’allevamento, dal momento che uno solo basta per molte galline. Le galline producono uova in continuazione anche se non fecondate,quindi i galli sono necessari solo in allevamento). Non è quindi possibile produrre uova senza che siano uccisi parecchi animali.
  • Latte: Com’è facilmente intuibile anche i vitelli maschi non hanno molta utilità nella produzione del latte(il discorso è sempre lo stesso). Anche in questo caso possono essere uccisi o destinati al macello. Però c’è una differenza: una mucca non produce latte in continuazione…per farlo deve essere gravida.Il vitello che nasce è staccato molto presto dalla madre: se è un maschio è destinato al macello o ucciso…oppure se si tratta di una femmina c’è la possibilità che sopravviva perchè produca altro latte. Non è possibile nemmeno produrre latte senza uccidere.
  • Formaggio: Senza latte non c’è formaggio e già questo dovrebbe essere una motivazione valida, dando un’occhiata a ciò che abbiamo appena detto. Ma il latte non è sufficiente: c’è bisogno anche del caglio, che è preso dallo stomaco dei vitelli,dei capretti o degli agnellini.. Esistono anche altre fonti da cui estrarlo, sebbene siano meno utilizzate(caglio vegetale,microbico e chimico).

In rete ci sono dei video che mostrano gli allevamenti intensivi e l’uccisione di questi animali (per esempio i pulcini) . Preferisco non pubblicarli qui: se volete vederne basta fare una breve ricerca. Se invece avete le idee confuse e volete sapere di più sulle varie scelte alimentari (cosa mangiano i vegeteriani, i vegani, i crudisti…etc ) leggete qui: http://www.vegan3000.info/ChiSonoiVeg.htm

Altri articoli: http://www.vegfacile.info/lettera_aperta.html

__________________________________________________________________________________________

In più..

Breve documentario riguardo le varie motivazioni per seguire una dieta vegana: Make the connection

Documentario sulla correlazione tra alimentazione e malattie. Un equilibrio delicato

Documentario sulla produzione di massa : Food Inc. Robert Kenner

Documentario sull’allevamento intensivo  Earthlings (attenzione,immagini forti….)

 
2 commenti

Pubblicato da su giugno 21, 2012 in Altro

 

Tag: , , , ,

La verità sui cambiamenti di Michael Jackson


Chiunque abbia visto Michael Jackson in televisione o nelle foto, si è probabilmente chiesto il motivo del suo evidente cambiamento, dalla pelle bianca alle modifiche al viso( in particolare il naso).

Ma solo chi ha fatto le dovute ricerche ha potuto conoscere la verità,gli altri hanno fatto ipotesi personali oppure si sono attenuti alle spiegazioni che i media si sono inventati nel corso degli anni. Il fatto che avesse avuto moltissime operazioni chirurgiche e si fosse fatto sbiancare,perchè non voleva essere più nero,oppure la voglia di attirare l’attenzione,o ancora per problemi psicologici che lo portavano a non riuscire ad accettarsi per l’aspetto che aveva. E tante altre ipotesi ,tante altre critiche infondate sul perchè si fosse “rovinato il viso a quel modo”(come dicono). Lo stesso Michael ha sempre sofferto di tutta la pressione mediatica che si faceva su di lui, al punto da spingerlo a rivelare i motivi dei suoi cambiamenti, nonostante non volesse parlare dei suoi problemi personali e avesse anche cercato di nasconderli a lungo persino a chi gli stava vicino.Purtroppo,ancora oggi la maggior parte delle persone ha pregiudizi sul cantante (ricordo anche le accuse di pedofilia,che si rivelarono infondate) e non conosce la verità…

Allora cosa gli è realmente accaduto? Micheal Jackson aveva in realtà ben due malattie,diagnosticategli negli anni ’80.

La Vitiligine, una malattia che provoca le depigmentazione della pelle ,associata alla Lupus ,malattia autoimmune. La persona intervistata all’inizio del video è affetta da vitiligine (basta fare una breve ricerca sul web per capire d cosa si tratta) ed infatti ha macchie estese di pelle bianca,completamente senza pigmento(priva di melanina e quindi di colore) che cerca di ricorpire attraverso il trucco. Anche Michael faceva uso del trucco inizialmente per uniformare la pelle e non far notare le macchie,finchè non si sono estese talmente tanto da dover agire al contrario,nascondendo la rimanenti macchie nere per uniformarle al bianco . Inoltre per via della depigmentazione,è necessario proteggere la pelle dai raggi solari di qualsiasi intensità,infatti Michael Jackson portava guanti,occhiali,cappelli e a volte persino ombrelli, anche nelle giornate calde e soleggiate.

Questo è forse il video più completo sull’argomento,raccoglie varie interviste e testimonianze.

Per quanto riguarda le operazioni chirurgiche,in realtà non sono state molte.Basta confrontare le foto e si ha conferma che le uniche sono state quelle al naso e forse nell’ultimo periodo la fossetta sul mento. Riguardo ai motivi delle operazioni al naso non ho certezze,ma è riportato da più parti che nel 1979 durante le prove di uno spettacolo cadde rompendosi il setto nasale e subendo così la prima operazione chirurgica,seguita da altre per via di problemi respiratori (con conseguenti difficoltà nel canto…). Dalla sua biografia risulta anche che da piccolo era sempre stato deriso per via del suo grosso naso,ed un’ ulteriore motivazione potrebbe essere dovuta al cambiamento della pelle,che avrebbe preferito assecondare in questo modo. In ogni caso la spiegazione più probabile è la prima. Non si deve nemmeno dimenticare l’incidente durante le prove per una pubblicità della Pepsi (avvenuto nel 1984 e testimoniato da un video),in cui i capelli di micheal presero fuoco,provocandogli danni alla testa e al volto.

Senz’altro è stato tra i personaggi famosi più fraintesi, discussi e presi di mira dai media. Sulla sua vita,sulle malattie e sulla sua persona ci sarebbero molte altre cose da dire…Spero che questo articoli sia utile alla diffusione della verità. Michael era una persona eccezionale e se lo merita.  R.I.P.

Se qualcuno ha trovato altri video o articoli che aggiungano qualcosa,me li segnali.Se volete approfondire lascio qui di seguito una serie di link.

Esempio di vitiligine estesa a quasi tutto il corpo:Jeffrey Stanton Bell

Articoli vari: http://www.leggendemetropolitane.net  http://www.youfocus.tv/

 
10 commenti

Pubblicato da su aprile 22, 2012 in Altro

 

Tag: , , , , ,

Il ruolo della simbiosi nell’evoluzione


Se l’evoluzione c’è stata…la domanda successiva è …in che modo? Non esiste un’unica teoria. E personalmente,non conoscendo benissimo l’argomento,dare un giudizio mi riesce difficile. Quel che posso dire è che quella sotto risportata è una teoria molto interessante di cui però molti non conoscono l’esistenza .. Quindi valeva la pena di riportare questa curiosa intervista…

Buona lettura.

Fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/emmeciquadro/Emmeciquadro-n-36

01/09/2009L’evoluzione simbiontica- Teoria della endosimbiosi
Intervista a Lynn Margulis (*)

Esiste oggi un atteggiamento ideologico piuttosto diffuso secondo il quale esisterebbe una e una sola teoria capace di spiegare il fenomeno dell’evoluzione: quella di stretta osservanza darwinista. Essa sarebbe dunque la teoria dell’evoluzione, e chiunque parli di teorie non sarebbe altro che un oscurantista (generalmente mosso da pregiudizi religiosi) che non conosce le cose di cui parla. La grande biologa Lynn Margulis ci dimostra come questo non sia vero. E come non sia necessario essere cattolici per avere dei dubbi sull’ortodossia darwinista.

Le pubblicazioni di Lynn Margulis spaziano su una amplissima gamma di argomenti (numerosi contributi sulla biologia cellulare e sull’evoluzione dei microrganismi), ma la Margulis è famosa per la teoria della simbiogenesi che sfida un presupposto centrale del neodarwinismo. Come dichiara nel suo sito, la Margulis ritiene che le variazioni ereditarie, significative nell’evoluzione, non vengono principalmente da mutazioni casuali. Piuttosto, nuovi tessuti, organi e anche nuove specie derivano primariamente da un contatto fisico continuato tra appartenenti a specie diverse. La fusione dei genomi di organismi simbionti, seguita dalla selezione naturale, porta a un aumento della complessità individuale. Questa teoria, elaborata già alla fine del XIX secolo con il nome di teoria endosimbiotica seriale viene riscoperta dalla Margulis nel 1967, durante il suo incarico presso il dipartimento di Biologia dell’Università di Boston, e riproposta dopo aver raccolto una quantità enorme di dati sperimentali a sostegno. Le cellule eucariotiche (provviste di nucleo) derivano quindi dall’associazione simbiotica – in oceani o pozze d’acqua dell’Era Precambriana – di diverse cellule procariotiche (organismi senza nucleo) con particolari funzioni (produzione di energia o attivazione della fotosintesi) con altre cellule. Insieme a James E. Lovelock ha proposto la cosiddetta ipotesi di Gaia, tuttora oggetto di discussione nella comunità scientifica, che considera la Terra, con le complesse interazioni che avvengono alla super!cie tra esseri viventi, sedimenti, atmosfera e idrosfera, come un organismo capace di autoregolazione. Insieme a Karlene Schwartz ha proposto un sistema di classificazione tassonomica che prevede la presenza di un gruppo sistematico, il regno dei prototisti (comprendente i protisti e tutte le alghe), al posto di quello dei protisti (comprendente protozoi, alghe unicellulari e funghi unicellulari). Il suo lavoro in questo campo ha portato alla terza edizione di Five Kingdoms: An illustrated guide to the phyla of life on Earth (1998). Come chiarisce lei stessa nel suo sito, questo schema di classisficazione evolutiva è nato dai contributi di numerosi colleghi, ma le basi logiche su cui si fonda sono sintetizzate nel suo libro Symbiosis in Cell Evolution: Microbial communities in the Archean and Proterozoic eons (second edition, 1993), in cui sono de!niti l’origine batterica sia dei cloroplasti che dei mitocondri. Attualmente lavora sulla possibile origine delle ciglia dalle spirochete.

..Per cominciare può dirci qual è oggi l’importanza del darwinismo e in cosa consiste la sua teoria dell’evoluzione per simbiosi?
Il darwinismo ha tre componenti. La prima è la tendenza di tutte le popolazioni di esseri viventi a crescere il più possibile, finché l’ambiente le può sostenere. Così ci sono sempre più organismi che possono dare discendenti che formano la generazione successiva. Il fatto che il tasso di crescita non sia sostenibile indefinitamente significa che il secondo elemento, la selezione naturale, si veri!ca sempre. Due persone possono avere fino a 32 figli che passano alla generazione successiva: chiaramente è impossibile che questo avvenga sempre. Questo significa che sulla selezione naturale non possono esserci dubbi. Il problema è il terzo fattore, cioè da dove viene la novità evolutiva. È stato detto, anche in questo convegno, che la mutazione casuale è la fonte della novità evolutiva. Ma io non lo credo. Non lo credo perché non c’è un solo esempio nella letteratura, né in campo aperto né in laboratorio. Non esiste evidenza in favore dell’accumulazione di mutazioni casuali. Al contrario, abbiamo esempi dell’origine di novità evolutiva attraverso la simbiogenesi. Che cos’è la simbiogenesi? Prima spieghiamo che cos’è la simbiosi. La simbiosi è la relazione tra due individui di diverse specie, che però vivono sempre insieme, in contatto fisico. Questo vuol dire una relazione permanente, o solo relativa a una parte, del ciclo vitale degli organismi coinvolti, però sempre in contatto fisico. Questo è il primo passo. La simbiogenesi invece è l’origine dei tessuti o degli organuli di una cellula o della struttura morfologica o di un comportamento nuovo o di un nuovo metabolismo, qualunque cosa che possa essere messa in relazione con la simbiosi. Per esempio alcune alghe fotosintetiche vivono con dei protisti marini traslucidi che mangiano l’alga, ma non la digeriscono, e dopo un po’ di tempo la relazione diventa permanente. Questa è simbiogenesi. Altro esempio. Convoluta roscoffensis è un verme che vive in grandi gruppi sulla spiaggia di alcune isole della Gran Bretagna, nel Jersey. Ed è capace di operare la fotosintesi, anche se è animale a tutti gli effetti, perché vive in simbiosi con un’alga. Però abbiamo anche Convoluta paradoxa, che è quasi uguale, però invece di avere dentro un’alga simbiotica con cloroplasti verdi ha una diatomea e non vive in gruppi, ma è solitario. E nello stesso ambiente abbiamo anche Convoluta convoluta. Tre specie diverse dello stesso genere. Convoluta paradoxa è di colore giallomarrone, mentre Convoluta convoluta, che manca totalmente di simbionti fotosintetici, è traslucido. Un alto esempio fantastico è quello di Kwang W. Jeon, un ricercatore di origine coreana che vive negli Stati Uniti. Lui ha coltivato amebe per anni e 15 anni fa ha ricevuto un ceppo di amebe con dei puntini, che ha scoperto essere batteri: 400.000 batteri per ameba, e quasi tutte morte. Questo vuol dire selezione naturale molto forte! Lui però come esperto di amebe ha selezionato le amebe sane e dopo 5 anni invece di avere 400.000 batteri per ciascuna ne avevano solo 40.000, ed erano cambiate totalmente. Se si comparano le amebe senza questi batteri con quelle con 40.000 batteri per ciascuna e si fa una lista della caratteristiche sono due specie diverse. Dunque per me questo è l’unico caso in cui si sia visto un cambio di specie in soli 5 anni, da Ameba proteus ad Ameba discoideis ad Ameba echis. Oppure c’è una pianta simile all’ananas, la Cycadea, che contiene, al suo interno, cianobatteri che fabbricano azoto. È possibile dire che l’origine del taxon di tutto questo gruppo di piante ha qualcosa a che vedere con la produzione di questi cianobatteri, perché così queste piante possono vivere in un suolo privo di azoto. Quindi abbiamo una vasta letteratura in merito, anche se è uno studio difficile, perché occorre essere esperti di almeno due organismi differenti. Altro esempio: i licheni. Abbiamo 80.000 tipi di licheni e oggi tutti noi siamo schwendeneristi. Che vuol dire? Simon Schwendener nel 1867 ha scritto una grande monografia in cui ha detto che tutti i licheni sono fatti di due organismi differenti: funghi e cianobatteri o funghi e alghe (cioè sempre un fungo e un organismo fotosintetico). E tutti allora hanno detto: Impossibile! Non possono esistere due organismi in uno. Però oggi tutto il mondo sa che i licheni non sono piante, ma un esempio perfetto di simbiogenesi. Dunque io dico a questa gente, a questi neodarwinisti anglofoni, soprattutto nordamericani e inglesi, che attraverso la mutazione casuale è impossibile spiegare l’origine delle caratteristiche nuove nell’evoluzione. Sì, senz’altro la mutazione esiste, però non c’è l’accumulazione delle mutazioni. La mutazione modifica, cambia un po’, però non è sufficiente per fare il passo da una specie all’altra.

Abbiamo visto, anche in questi giorni, che c’è tutta una parte della biologia che studia la variabilità fenotipica e l’ereditabilità dei caratteri acquisiti. Lei che cosa pensa al riguardo?
Quello che dico io non riguarda l’acquisizione di singole caratteristiche, ma di tutto il genoma. È la cosa che non hanno detto. A me sembra che sia fantastica la relazione di Scott Gilbert [sulla evo-devo e l’evoluzione epigenetica]. E anche quella [sulla morfogenesi] di Stuart Newman. Ma la cosa che manca in tutti e due è che una caratteristica importantissima che occorre comprendere è che tutti gli eucarioti possono aprire la membrana e mangiare, però mangiare un intero genoma in una sola volta, tutto il genoma. Dunque è facile per la cellula eucariotica inglobare un altro essere vivente nella membrana e invece di digerirlo vivono tutti e due per sempre insieme contenti. Questa è una facoltà che è molto importante per l’evoluzione degli animali, perché nel momento che abbiamo questa capacità di inglobare altri esseri viventi, però diversi, è possibile, come ha detto un mio amico, acquisire un genoma inghiottendolo, è possibile cambiare l’eredità solamente mangiando. Questo però solo in una cellula eucariotica, mai in una cellula batterica: i batteri possono trasferire solo un gene o due o al massimo un gruppo di geni alla volta, invece gli eucarioti possono acquisire tutta l’eredità genetica di un altro essere vivente. E questo è un processo tanto familiare che non ne parliamo nemmeno. Per esempio, la fecondazione: che cos’è la fecondazione se non il fatto che l’uovo apre la membrana, incorpora una cellula diversa, chiude la membrana e poi comincia lo sviluppo del nuovo essere vivente? Per questo dico che è un processo così familiare che non ne parliamo nemmeno. Questo infatti è lo stesso processo della nutrizione negli eucarioti.

E nel caso degli organismi superiori? Lei pensa che anche qui l’evoluzione possa spiegarsi con fenomeni di simbiosi?
Sì. Anche qui ci sono moltissimi casi. Per esempio, una mucca non potrebbe nemmeno digerire quello che mangia senza la collaborazione dei batteri che vivono nel suo stomaco. Pensi che ce ne sono oltre duecento specie: una grande famiglia felice!

D’accordo. Ma per quanto riguarda la mutazione degli organismi in se stessi (per esempio la crescita delle dimensioni del cervello, o cose simili)? Pensa che anche questi casi possano essere spiegati attraverso la simbiosi?
No, in questi casi penso che possano esserci altre spiegazioni, come per esempio quelle epigenetiche o i fenomeni di auto-organizzazione di cui si è parlato durante questo convegno. In ogni caso però la spiegazione non sta nelle mutazioni casuali.

Cosa pensa del rapporto tra scienza e fede?
Ah, penso che ciascuno possa credere quello che vuole.

Ma secondo lei ha senso dire che chi crede nell’evoluzione non può credere in Dio?
No, no. Non si può credere che Dio ha creato la Terra 6000 anni fa, ovviamente. Questa è una cosa da pazzi. Ma credo che sia possibile credere nel Dio di Einstein, per esempio, il Dio che ha dato origine all’Universo e che non interviene in esso per proteggere i suoi migliori amici.

Il Dio di Spinoza?
Sì, anche. Spinoza diceva che Dio è la natura. Per me Dio è il Sole. E nel momento che abbiamo detto che Dio è in forma di una persona umana abbiamo perso la posizione corretta: infatti il Sole dà l’energia e la materia che servono per la vita. Penso che la religione giochi un ruolo importante perché unisce la gente in gruppi, e per esempio in un gruppo di 25 persone possiamo mangiarci un mammuth, mentre da soli non riusciremmo. Abbiamo bisogno di gruppi organizzati per progredire.

Quando lei parla si sente che ha una grandissima passione per quello che studia. Secondo lei qual è la cosa più importante per un insegnante di scienze?
È conoscere la vita! La vita, non il computer! La vita, non i libri! Va bene, anche i libri, però innanzitutto la vita! Questo vuol dire andare fuori, conoscere gli altri esseri viventi con cui condividiamo il pianeta: ci sono
molti altri organismi, non dobbiamo pensare che ci sia solo l’uomo.

__________

Informazioni su Lynn Margulis : http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=13856

http://www.pikaia.eu/EasyNe2/Notizie/Lynn_Margulis_la_portavoce_del_microcosmo.aspx


 
Lascia un commento

Pubblicato da su marzo 9, 2012 in Altro, Animali

 

Tag: , , , ,