Vedere il mondo..attraverso gli occhi di un cane


Sei sicuro che il mondo sia così come lo vedi? L’uomo in realtà è solo una delle tantissime creature che popolano il pianeta.I cani ad esempio vedono la realtà in modo un pò diverso da noi, e così molti altri animali. Si può dire che la realtà sia sempre la stessa, ma viene in qualche modo filtrata attraverso gli occhi di ognuno. Se si pensa ai disturbi della vista, persino tra gli stessi uomini ci sono differenze. Sapere in che modo vedono i cani è utile per comprenderli meglio e accettare la loro diversità.

Allora come vedono? Di certo non vedono in bianco e nero, come vorrebbe una diffusa leggenda metropolitana..Le differenze sono più di una, vediamole tutte.

  • Campo visivo. Campo Visivo Cane Uomo defIl cane ha un campo visivo maggiore rispetto all’uomo. Chiaramente tutto ciò dipende anche dalla razza: il levriero può raggiungere addirittura i 270°, a causa della posizione laterale degli occhi. Ma se si pensa che esistono cani con il muso schiacciato come il Carlino e il Boxer, questo aspetto varia davvero molto. Tralasciando le differenze dovute a situazioni estreme, il cane medio arriva a 250° (contro i nostri miseri 180°). Mentre noi ruotiamo spesso la testa per guardare intorno a noi, il cane usa maggiormente la visione laterale: non preoccuparti se non si gira spesso a guardarti dritto in volto, a lui basta un piccolo movimento per tenerti d’occhio! In questo articolo, parlo di altri motivi per cui i cani (soprattutto quelli sconosciuti) spesso evitano il nostro sguardo diretto.
  • Nel “Coursing” viene fatto muovere un fazzoletto in un grande prato verde (trainato da un macchinario apposito). Al via il cane è liberato: dopo aver individuato senza alcun problema il fazzoletto in movimento, lo insegue correndo a grandi velocità (spesso si tratta di levrieri, e di più cani assieme).

    Vicinanza e lontananza.  I cani, essendo predatori, hanno sviluppato caratteristiche particolari nel corso della loro evoluzione.Prima di tutto vedono molto male da vicino: un oggetto, per essere messo a fuoco, deve essere più distante di 50 cm. Se provi a mettere a fuoco un oggetto vicino, noterai che riesci senza sforzo ad arrivare anche a 15cm, se non meno. Ma d’altra parte, hanno sviluppato una vista migliore sulle lunghe distanze. Durante un esperimento un cane riusciva a vedere il suo padrone a ben 2 km di distanza, ma con un piccolo aiuto. Infatti i nostri “predatori domestici” vedono molto meglio tutto ciò che è in movimento, mentre ignorano gli oggetti statici (si può parlare di “miopia” in un certo senso: ad un cane poco importa mettere bene a fuoco un bel paesaggio). Lo stesso cane dell’esperimento non riusciva a vedere il padrone a 300 metri di distanza, se questo restava immobile.Se invece si muoveva, le cose cambiavano sensibilmente. Quindi.. quando devi richiamare il tuo cane, sarai molto più interessante se ti muovi un poco 😀

  • Visione notturna. Un altro vantaggio dell’essere cani è vedere molto bene di notte. La luce, anche se molto debole,  viene amplificata grazie alla grandezza maggiore di cornea e pupilla (rispetto all’uomo). Lo stesso avviene per i gatti, che hanno una visione nottturna ancora migliore (motivo per cui di notte si nota il classico effetto degli occhi felini (o canini) che riflettono la luce che si punta verso di essi). Al contrario l’uomo, nel corso della sua evoluzione, ha sviluppato una migliore visione diurna, arrivando a percepire la realtà in modo decisamente più colorato e dettagliato.

    Il mondo “umano” è decisamente più colorato…
  • Colori. Ecco l’argomento su cui c’è più confusione.L’uomo vede tutta la gamma dei colori (a partire da blu, giallo, verde, rosso), mentre la vista canina è dicromatica. Questo significa che i cani vedono bene solo il giallo e il blu, come mostrato in figura, mentre sono incapaci di distinguere le tonalità che vanno dal verde al rosso(alcuni paragonano questo tipo di visione al daltonismo).Se, ad esempio, lanci una pallina gialla su un prato verde, al tuo cane può risultare molto difficile distinguerla.
    Allora come fa a recuperarla con sicurezza?

In realtà la vista non è il senso più importante per i cani. Anzi è decisamente superata dall’ olfatto. Se si considera anche l’udito, si nota come la percezione della realtà sia molto più complessa. Nel caso della pallina, il cane la individua prima di tutto perchè è in movimento (nel momento in cui viene lanciata). Se la pallina cade troppo distante ed è circondata dall’erba, il cane difficilmente riuscirà a trovarla affidandosi alla vista. Qui entra in gioco l’olfatto: la pallina ha trattenuto l’odore del padrone, pertanto non è particolarmente difficile distinguerla dal resto del terreno.

Riassumendo i cani hanno: un campo visivo più ampio; una migliore visione notturna; una grande sensibilità al movimento (anche a grandissime distanze); una scarsa percezione dei dettagli (soprattutto da molto vicino); una gamma di colori limitata al giallo e al blu (e sfumature varie); un’olfatto sviluppato, ben più importante ed utilizzato rispetto al senso della vista.

Se l’articolo ti è piaciuto, hai aneddoti da raccontare, informazioni da aggiungere o domande da fare, commenta pure qui sotto!

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I cani provano emozioni?


Questo è un estratto dal libro “L’abbaio, il suono di un linguaggio” di Turid Rugaas. Ringrazio il sito “ditemifido” per averlo trascritto e messo sul web in questo articolo Un punto di incontro: le emozioni!.

“Fisiologicamente non siamo diversi da altri mammiferi così come pretendiamo. E neppure dal punto di vista emozionale.
Tutti quelli che hanno un cervello hanno un sistema limbico e questo significa che abbiamo tutti le stesse emozioni. Abbiamo paura di qualcosa, e anche i cani. Ci spaventano le minacce, la rabbia, il dolore, il rumore. Succede lo stesso ai cani.
Ci arrabbiamo quando ci tormentano e ci spingono a fare cose che non siamo in grado di fare o che ci mettono comunque a disagio, e questo succede anche ai cani. Alcuni degli stimoli a cui reagiamo sono diversi da specie a specie, ma molti sono simili.

Tutto ciò è legato alla sopravvivenza. Se non avessimo queste reazioni, la nostra specie non sarebbe sopravvissuta così a lungo.

Gli animali hanno emozioni. Quando succede loro qualcosa e perciò reagiscono con emozioni quali: dolore, rabbia, felicità, paura, queste emozioni sono elaborate e immagazzinate nel sistema limbico del cervello.

C’è ancora chi pensa che gli animali non abbiano sentimenti. Certo che li hanno! Essi hanno lo stesso sistema nervoso, lo stesso sistema limbico proprio come noi e lo stress viene elaborato proprio come nella specie umana, e genera gli stessi problemi.
Ti basta osservare un animale per cogliere le emozioni sul suo viso, nel suo sguardo e nella sua postura. Gli animali sono molto chiari nelle loro espressioni, se solo ci prendiamo il disturbo di osservarli e di capire.

La nostra arroganza di essere umani li priva dell’elemento più importante dell’essere animali: le emozioni. Dobbiamo imparare a percepirle e a rispettarle. Se vogliamo, possiamo. E dobbiamo, se vogliamo essere esseri umani.”

Che ne pensate? Dite la vostra.

Da parte mia,sono d’accordo.Gli animali provano emozioni! Lo dice l’etologia,e lo dice chiunque abbia a che fare con loro,che siano cani o altri animali.

Però ci sono moltissime persone che non la pensano così. E’ ancora diffusa la concezione dell’uomo come essere superiore,totalmente diverso dagli animali. Questa netta divisione deriva da vecchie convinzioni(nella letteratura del passato se ne trovano tantissimi di testi che parlano in questi termini degli animali) e si riassume in uomo=>ragione e animali=> istinto. Deriva anche in parte da convinzioni religiose,come il creazionismo. Per quanto mi riguarda è ovvio che l’uomo è un animale tra gli altri. Non nego però che si sia evoluto in maniera diversa,e sia riuscito a fare cose che nessun altro animale saprà mai fare(sia negative che positive). Insomma,l’uomo è una specie unica.  Da qui a dire che gli altri animali non provano emozioni ,ce ne vuole.

Eppure bisogna fare alcune considerazioni:

  • Tutti (o quasi) coloro che studiano il comportamento degli animali sono d’accordo nel dire che gli animali provano le emozioni più semplici (paura,gioia,dolore..)
  • Non tutti pensano che siano in grado di provare anche quelle più complesse,che richiedono specifiche abilità mentali o sono legate a fattori culturali e motivazioni tipicamente umane. Anche se in questo caso,bisgonerebbe analizzare le singole emozioni una per una,perchè possono essere motlo diverse tra loro(può darsi che alcune le provino anche i cani,altre no). Parlando della gelosia,ad esempio, viene in mente la situazione tipica: due persone si abbracciano o si baciano e il cane interviene mettendosi in mezzo. E’ gelosia? La spiegazione può essere un’altra: semplicemente il cane ha interpretato il gesto come qualcosa di negativo,come l’inizio di un possibile confilitto(l’abbraccio per i cani non ha il nostro stesso significato,può essere visto come una prova di forza).In una situazione del genere per ristabilire la pace (se sembra un conflitto) o la calma (se sembra un gioco troppo spinto) mettersi tra i due cani o persone è un comportamento normale per il cane. Al contrario di quanto si possa pensare,i cani tendono sempre ad evitare i conflitti inutili ed una buona parte del loro linguaggio del corpo è rivolta a quello scopo( segnali calmanti).Per dirla in breve umanizzando un pò (utile più che altro per capire meglio) invece di pensare  “nessuno può ricevere attenzioni dalla mia padrona!”, il cane pensa “meglio se intervengo a calmare le acque ,non mi piace questa situazione!” . Qual’è l’interpretazione corretta?
  • Ogni specie animale è diversa,almeno in parte. Bisogna tenere conto della sua specificità. Certo tra mammiferi abbiamo tutti il sistema limbico,ma questo non significa che i cani e le persone provino emozioni nello stesso identico modo,significa solo che le provano,almeno quelle più semplici. In questo caso bisogna considerare un aspetto troppo spesso dimenticato: i cani hanno un olfatto molto più sviluppato del nostro,è il loro mezzo per conoscere il mondo,come lo è per noi la vista. Quindi è più che lecito pensare che percepiscano la realtà in modo un pò diverso da noi e questo influisca anche sui loro sentimenti ed emozioni.

N.b. “diverso” non vuol dire inferiore. Ogni forma di vita va rispettata. L’uomo non ha diritto di agire come se fosse il padrone di tutto e di tutti, in nome di una qualche superiorità che si è assegnato da solo.
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Per quanto riguarda il libro, quelli editi Haqihana non si trovano nelle normali librerie(lo so perchè ne avevo cercati alcuni…). Però si possono comprare tranquillamente online. Questo è acquistabile su

Il Giardino dei Libri
“L’abbaio,il suono di un linguaggio” Turid Rugaas

(clicca sul link per vedere la descrizione e le recensioni)

Di tutto un po’… i cani comprendono le nostre parole?


Più mi guardo intorno, più mi accorgo che come conoscenze cinofile siamo messi proprio male…La maggior parte delle persone ragionano per luoghi comuni e leggende metropolitane, che nulla hanno a che vedere con la vera cinofilia.Per cui ho pensato di scrivere in questo articolo semplici conoscenze di base.Qualsiasi cosa mi venga in mente..

Partiamo da una situazione che almeno una volta è capitata ad ogni amante degli animali e dei cani in particolare: rivolgersi al soggetto in questione parlando e discutendo come se capisse perfettamente ogni parola. Spesso viene automatico e senza pensarci ci si ritrova a discutere con il gatto, il cane o persino con il criceto…Alcuni credono che capiscano veramente tutto,ma in realtà non è così. Non possiamo entrare nel cervello di un animale e neanche fargli domande, ma studiando il suo comportamento e con un pò di logica e sano ragionamento possiamo comprendere molte cose…

Il cane (parlo nello specifico di cani, anche se è un discorso che si potrebbe estendere agli altri animali) non capisce quasi nulla dei nostri discorsi. Mi ricordo quando,trovandomi all’estero,ho avuto modo di vedere alcune persone parlare ai propri animali, in inglese e anche in russo. Specialmente riguardo a quest’ultima lingua, non conoscendola per niente, istintivamente ho pensato “Cosa gli parla a fare,non si capisce niente!”. Provate quindi ad immaginarvi qualcuno che vi parla in una lingua molto diversa dalla vostra e sconosciuta e capirete che è simile a quello che un cane sperimenta tutti i giorni. Mentre un bambino a furia di sentir parlare una lingua arriva a riuscire a comprenderla perfettamente ed anche padroneggiarla,un cane ha delle capacità limitate.Ecco quello che può fare:

-Osservare i gesti ed il linguaggio del corpo di chi parla
Distinguere il tono di voce (allegro,triste,arrabbiato) e quindi comprendere lo stato d’animo di chi parla.
Comprendere il significato di alcune parole e brevi frasi.

Questa terza cosa la può fare associando a quei particolari suoni delle azioni o delle situazioni. Se ogni volta che chiamiamo il cane per dargli la sua razione di cibo, diciamo “Toby, è l’ora di mangiare!” dopo un pò imparera ad associare quei suoni al momento del pasto,arrivando di corsa non appena sente quelle parole.(senza però distinguerle,a parte il nome,ma considerandole come un suono unico). Se insegnamo al cane a sedersi,possiamo associare a quel gesto la parola “seduto”. Il cane capirà che se diciamo quella parola gli stiamo chiedendo di sedersi. Di questo tipo di associazioni,alcuni cani possono impararne persino 150 e anche di più, distinguendo perfettamente ogni parola e ricordandosi quale azione è associata a quale parola. Ma… non è tanto importante quale sia questo suono. Ad un cane possiamo anche insegnare a sedersi,utilizzando al posto della parola “seduto” ,qualsiasi altro termine. Se diremo “fiore”, “tavolo” , “brutto idiota” ,il risultato non cambierà minimamente,il cane imparerà lo stesso. L’unica cosa da considerare è che i cani ricordano meglio suono particolari e brevi. Per questo alcuni preferiscono insegnare i comandi in tedesco,non tanto perchè capiscano meglio quella lingua,quanto per il modo particolare in cui suona.

Ricapitolando, il cane vivendo con noi impara a riconoscere alcuni suoni e ad associarli a situazioni specifiche e quando gli parliamo è più attento al nostro tono e ai nostri gesti, rispetto a ciò che diciamo. Non capisce i nostri discorsi e non pensa in italiano o in altre lingue. Più che altro ragiona per immagini, come del resto facciamo anche noi senza accorgercene *. Ogni parola che pensiamo è associata ad un immagine, per quanto passi rapidamente nella nostra mente. Se ora ti ripeti mentalmente la parola “albero” o semplicemente la leggi, almeno per un istante immaginerai un albero (ognuno se lo immagina diverso). Certamente le parole ci permettono pensieri ben più complessi ed soprattutto ragionamenti astratti, grazie ai quali l’uomo è riuscito a fare grandi cose. Ma questo non significa che gli animali non ragionino, lo fanno eccome (basti pensare ai giochi di attivazione mentale) anche se ad un livello meno complesso e concentrati sui problemi pratici a cui si trovano davanti, nel corso della loro esistenza. Si concentrano sul presente.

...Detto ciò,se vogliamo che il nostro cane ci ascolti di più e capisca meglio,cerchiamo di trattenerci nei nostri discorsi (lo so che è difficile!!). E soprattutto a volume più basso…il cane non è sordo! Anzi, può essere molto fastidioso per lui sentire certi urli magari mentre è rilassato nella sua cuccia, e contemporaneamente viene accarezzato un pò troppo energicamente dalla stessa persona (ho già visto diverse volte la scena). Se parliamo di meno, quando richiameremo il cane o gli chiederemo di fare qualcosa, ci ascolterà con più attenzione.E’ un semplice accorgimento che può essere utile, anche se non è certo la cosa principale da considerare se il cane non ci dà ascolto.

Mi viene in mente un’altra situazione. Tante persone raccontano del proprio cane o gatto che, secondo loro, capisce ogni parola che dicono. Come esempio tirano furoi sempre la stessa storia: tornano a casa, l’animale ha fatto qualche danno e provvedono subito a sgridarlo. “..capisce perfettamente che ha sbagliato, assume sempre quell’aria colpevole!” .Ho forti dubbi che sia così. Abbiamo detto prima che il cane vive al presente. Ebbene, se una qualsiasi punizione arriva nel momento sbagliato, il cane la associa all’azione che sta facendo in quel momento. Basta un ritardo di pochi secondi perchè ormai la punizione non sia più associata all’azione indesiderata. Figuriamoci se il padrone torna a casa dopo ore dal disastro.Inoltre quell’aria colpevole ha un significato ben preciso. Non vuol dire che il cane ha capito veramente di aver sbagliato a rosicchiare i mobili piuttosto che strappare qualche vestito, ma sono comportamenti che il cane mette in atto nel disperato tentativo di calmare il padrone furioso. E spesso funziona e riesce ad impietosirlo.. Ma in questo modo si sottopone il cane ad uno stress inutile, rovinando anche l’opinione che ha di noi, vedendoci arrabbiati o violenti per motivi che nemmeno capisce.

Chi punisce il cane in quelle situazioni, sbaglia anche pensando che abbia fatto danni “per dispetto”. Il punto è che i cani non sanno cosa siano i dispetti. Se distruggono oggetti o fanno altri danni i motivi sono altri. Molto spesso è la noia. Oppure stress (il cane che non è abituato a stare da solo) .O altro ancora… E’ agendo sulle cause che un comportamento si può realmente eliminare o correggere. Questo è un’altro concetto base quando si parla di cani. Non serve tanto punire e quindi inibire un comportamento sgradito, è molto meglio cercare di comprenderne le motivazioni e trovare una soluzione. Il cane distrugge il giardino? C’è chi si lamenta e non si accorge che il cane lo fa perchè magari sta in quel luogo 24 ore su 24 senza uscire o senza fare abbastanza attività fisica e mentale. E’ normalissimo che si annoi in una situazione simile, si annoierebbe chiunque.

Evitiamo di umanizzare il cane…Impariamo a comprendere come realmente ragiona e come si esprime. Ogni animale è diverso, ha un linguaggio corporeo e sonoro differente e dei comportamenti particolari. Solo conoscendo a fondo queste caratteristiche possiamo veramente capirli, senza i soliti malintesi.

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* bisogna però considerare che per i cani è molto importante il senso dell’olfatto (ed è un aspetto spesso sottovalutato o ignorato). Quindi oltre alle immagini nulla toglie che possano avere delle “rappresentazioni olfattive”, ma è difficile per noi capire come possano essere.

“Quell’osso è MIO!” …come trattare un cane possessivo


Un cane che rosicchia un osso…niente di strano.. Ma quando si mette a ringhiare a chi si azzarda a passargli vicino,la situazione è un pò diversa. Dal ringhio al morso il passo è breve,se il cane vede che l’avvertimento non viene recepito. Ma lo stesso può capitare anche con la ciotola piena di cibo o il gioco preferito,oppure qualsiasi altra cosa che il cane riesca a trovare e prendere. Ed è anche normale che il cane difenda ciò che ritiene suo(possessività),ma è comunque un comportamento da non sottovalutare,che può creare problemi ma che si può prevenire o modificare,anche una volta che si sia consolidato.

Beh… direte…basta non disturbarlo! E invece no…per due motivi:Bisogna poter togliere al cane quello che ha in bocca (non si sa mai che trovi qualcosa di pericoloso o comunque che non può prendere) ; Capita di avere ospiti e capita che tra questi ci sia chi incautamente si avvicina al cane,come per esempio dei bambini.

Inoltre questo comportamento può peggiorare con il tempo: all’inizio il cane ringhia se gli si tocca l’osso,poi se si avvicina la mano,infine solamente se si oltrepassa una certa distanza, e così via.

Per quanto riguarda la prevenzione,è possibile abituare gradualmente il cucciolo a:

Essere avvicinato e accarezzato mentre mangia; E’ chiaro che al cane non fa piacere essere disturbato mentre mangia,infatti questo si fa per breve tempo,non durante tutti i pasti e sempre meno di frequente man mano che il cucciolo cresce e si abitua(e per il resto della sua vita solo una volta ogni tanto,per verificare il comportamento del cane).Semplicemente si da’ da mangiare al cucciolo e poi lo si accarezza delicatamente lungo il corpo,ci si avvicina alla ciotola e a lui,senza dire nulla e poi lo si lascia in pace.

Verdersi togliere la ciotola; qui si possono fare diverse cose. La più semplice è dare al cucciolo,nella ciotola,solo una parte del suo pasto. Poi man mano che mangia,anche (e soprattutto)se non ha finito quello che c’è dentro,si prende la ciotola(andandogli davanti,segnalando in qualche modo la nostra presenza: un cane potrebbe reagire male se si vede improvvisamente spuntare una mano,che gli afferra la ciotola,o magari non capire subito che si tratta della mano del padrone) e ci si mette dell’altro cibo,ridandola subito al cane. Il messaggio è “se ti prendo la ciotola è solo per aggiungere altro cibo,non per rubarti il tuo”. Quando si prende la ciotola al cane,si può dire una parola (“lascia”) ,per avvisare il cane e chiedergli di smettere un attimo di mangiare.

Lasciare ciò che ha in bocca su richiesta del padrone; Anche qui si usa il “lascia” ,o la parola che avete scelto. Si può insegnare in modi diversi…Per esempio attraverso lo scambio. Il cucciolo ha in bocca un gioco,gli si mostra un bocconcino o un gioco più bello e mentre per afferrare il secondo,molla il primo,si dice “lascia”.Importante il tempismo,nell’insegnare queste cose al cane.Il cane associa il premio (o la punizione) o la parola,all’azione che fa in quello stesso istante,non a quella prima,anche se di pochi secondi. Un’altro modo è il tira e molla. Con un gioco apposito si fa tira e molla con il cucciolo e ad un certo punto si blocca il braccio ,rimanendo immobili,per quanto il cane continui a tirare. Si pronuncia la parola e con l’altra mano si tira fuori un bocconcino,che il cane prende appena molla il gioco.Poi si ricomincia a giocare e di nuovo ci si blocca e si fa lasciare il cane(le parole sono dette con gentilezza,non come se fossero ordini,addirittura alcuni educatori usano il “grazie” al posto del lascia,per sottolineare questo aspetto). Questa dovrebbe essere l’impostazione del tira e molla,in modo che diventi un gioco costruttivo,capace anche di migliorare l’autocontrollo del cane.

Stare tranquillo e rilassato,senza sentire il bisogno di proteggere un gioco,del cibo,un oggetto: Il punto è far capire al cucciolo che non vogliamo rubargli nulla,e che la nostra vicinanza non rappresenta un pericolo. Questo è anche associato con il lascia. Quando infatti chiediamo al cane di darci un oggetto(per questioni educative,non quando l’oggetto in questione è l’ i-phone di papà) ,dobbiamo,la maggior parte delle volte restituirglielo. Un pò come ricompensa per averlo lasciato(il bocconcino,dopo che il cane ha imparato,si può anche non usare più,a meno chè,la situazione non sia tale che il cane accetti di cedere il suo oggetto solo tramite lo scambio) ,un pò per fargli capire che non è nostra intenzione rubarglielo e che ,quasi sempre,glielo restituiremo. Altri modi per far capire al cane le nostre buone intenzioni: avvicinarci,senza far caso all’oggetto in questione,ma limitandoci ad accarezzare il cane,oppure a sederci li vicino senza fare nulla. Mi è capitato di usare questa “tecnica” per insegnare il riporto: il cane se mi avvicinavo si allontanava con il gioco in bocca…allora pian piano gli ho fatto capire che mi avvicinavo solo per accarezzarlo,e così è risultato tutto più facile dato che non aveva più timore di starmi vicino e di quando allungavo le mani verso di lui.

Per quanto riguarda l’osso valgono le cose dette sopra: si usa il lascia(come spiegato,meglio lo scambio);lo si ridà subito dopo al cane;quando ha imparato lo si disturba sempre meno di frequente;ci si può anche avvicinare ogni tanto per fargli una carezza ,ignorando l’osso.

In tutto ciò è anche importante saper interpretare il linguaggio del corpo del cane,per capire quando sta giocando,quando è rilassato,quando invece è teso e nervoso,oppure a disagio. Il ringhio penso che tutti sappiano cosa significhi,ma c’è anche chi lo scambia per un gioco(“figuariamoci se il mio cane mi morde,sta solo giocando!”)quando non lo è affatto.E c’è chi lo ritiene un gesto di sfida,provvedendo subito ad inibirlo. Questa è una cosa sbagliatissima,non solo perchè ci si impone sul cane con aggressività(c’è chi consiglia di prenderlo per la collottola e tenerlo fermo,o tirare uno schiaffetto sul muso…o il classico “no secco” con aria severa…etc) ,ma perchè si rischi di inibire il ringhio,cosicchè il cane impari a passare direttamente al morso,senza avvertire,le volte successive. Oppure per timore(sottolineo) ,smetterà di difendere l’oggetto in questione,cosa che non contribuisce certo a rafforzare il rapporto con il padrone. Ecco perchè non sono a favore di questi metodi… e se un cane è molto possessivo ci sono altri modi più gentili di cambiare il suo comportamento. Le cose sono più o meno le stesse che ho spiegato nella prevenzione. Il punto non è inibire il ringhio(che ci mancherebbe…è un comportamento che fa parte della normale comunicazione,e non certo un modo del cane di sfidare il padrone e imporsi come presunto “capobranco”,perchè “dominante”,come direbbe qualcuno),ma far capire al cane che non abbiamo intenzione di rubargli nulla,cioè ottenere la sua fiducia. In questo senso,gli interventi comprendono alcune delle cose dette sopra,ma dipendono molto dal livello di possessività del cane(c’è quello che ti ringhia a un metro di distanza e rischi seriamente anche il morso e l’altro che ti ignora finchè non provi platealmente a toccargli l’osso o la ciotola) e devono essere graduali,tenendo ben presente l’obbiettivo. Mi è capitato personalmente che il cane mi ringhiasse per difendere il suo osso,e pian piano gli ho fatto capire che non ce n’era bisogno,e ora quasi ci giochiamo al riporto con i suoi ossi(anche se rimane sempre un pò di possessività,che ha mostrato fin da cucciolo).La soluzione? una sola parola: comunicazione! 🙂

Concludo dicendo che la prevenzione è sempre l’arma migliore,anche se non tutti i cani sono destinati a diventare possessivi, e che è meglio intervenire ai primi segnali,piuttosto che risolvere tutto alla fine,quando ormai la situazione si è fatta difficile. Se non vi sentite in grado di intervenire voi stessi,non esitate a contattare un bravo educatore cinofilo,piuttosto che fare ulteriori danni.

 Ho scritto anche una guida su questo argomento, se avete voglia di leggerla la trovate QUI ..(che fare se il cane ringhia vicino all’osso…)

Prevenire aggressioni e morsi è possibile,con qualche accortezza..


La maggior parte delle aggressioni da parte dei cani sono causate o favorite dalla stessa vittima. Certamente un cane ben educato dovrebbe essere abituato alle persone estranee,ai luoghi e alle situazioni,senza reazioni negative…ma spesso non è così.E l’ambiente cittadino mette a dura prova la capacità dei 4zampe di interagire serenamente con il prossimo.
L’animale ha sempre un motivo per mordere e l’obbiettivo della prevenzione è proprio ridurre al minimo questo rischio,concentrandosi sulle cause di questo comportamento.

Per cominciare ecco un’articolo tratto da http://www.ambulatorio.com/ :

“Oggi, soprattutto i bambini, ma anche gli adolescenti, vivono sempre più chiusi in casa, isolati dagli altri,circondati da presenze inanimate, perciò è importantissimo che vivano con un animale e il cane è il più amato e desiderato. Infatti una presenza viva offre vantaggi affettivi e psicologici, ma anche educativi, perché i bambini devono imparare a convivere e rispettare gli animali, anche per evitare quei piccoli incidenti di cui i morsi sono i più frequenti.

Fra i motivi per cui i genitori spesso non vogliono adottare un cane è quello, giustificato, dell’impegno quotidiano che richiede, ma un cane è così utile ai figli che si tratta comunque di un sacrificio che in realtà è un investimento per il futuro.Ingiustificato invece è  il timore  che il cane possa trasmettere le malattie:basta far controllare l’animale  dal veterinario almeno una volta all’anno e attuare i trattamenti prescritti, per prevenire la quasi totalità  delle infezioni trasmissibili all’uomo..E’importante però che il bambino impari a vivere e a rispettare il cane,in modo da attuare una convivenza affettivamente forte ,stimolante dal punto di vista educativo,ma anche in sicurezza.

Per farlo basta seguire le 10 regole che seguono.

  Il decalogo per una coabitazione senza rischi
1)  Rispettare il cane, ricordando che è un essere vivente e non un giocattolo

2)  Non occupare mai, né mettere in disordine il territorio del cane, come la cuccia, il tappeto o la poltrona dove normalmente sta
3)  Non toccare cani sconosciuti
4)  Non fare mai ingelosire il cane: attenzione soprattutto quando arriva in casa il nuovo nato
5)  Non lasciare solo un bambino piccolo con il cane anche se è docile
6)  Non disturbare il cane quando mangia
7)  Non Disturbare il cane quando riposa o dorme
8)  Non immobilizzare mai completamente, nemmeno per gioco, il cane, ma lasciargli sempre la possibilità di divincolarsi e di poter scappare
9)  Insegnare al bambino a non interporsi fra due cani quando giocano o lottano insieme
10)   Non disturbare mai una cagna quando sta con i suoi cuccioli

QUANDO, DOVE, COME,  PERCHE’ SI VIENE MORSI

Se si attuano le regole del decalogo precedente  si riducono nettamente le possibilità di essere morsi da un cane ,ma per ridurle ancora è utile avere le informazioni che seguono per  sapere  quando,dove e con quali cani stare più attenti.

  • Quando e dove: il periodo dell’anno che va da aprile a settembre è quello in cui si ha il maggior numero di casi di pazienti morsi dai cani perciò quello in cui i cani mordono di più. Nel 35-40% dei casi l’incidente avviene nelle immediate vicinanze della casa, nel 15-20% all’interno. In genere avviene nella propria casa o in quella di amici. I cani sono nel 40% dei vicini di casa, nel 20% addirittura della famiglia accanto, nel 15% quelli dei genitori. È raro che a mordere sia un cane randagio dimostrando perciò che i rischi maggiori si corrono proprio quando si sorvegliano di meno i bambini. Infatti nel 50% dei casi quando il cane ha morso gli adulti erano disattenti.
  • Chi viene morso di più: la metà di tutti gli incidenti dovuti al morso del cane riguarda pazienti di meno di 18 anni all’interno di questa fascia di età il maggior numero dei casi è concentrato fra le età di 1-4 anni e 10-13 anni. I maschi vengono morsicati di più (nel 60% dei casi) rispetto alle femmine.
  • I cani più mordaci: il pastore tedesco è responsabile di circa la metà di tutti gli incidenti, ma vengono coinvolte anche altre razze: al primo posto il chow-chow, terrier, cocker, barboncini, labrador. I cani ritenuti più feroci, dobermann, rottweiller, pittbull, rappresentano meno del 2% di tutti i casi. In genere sono i cuccioli maschi che mordono di più.
  • Le lesioni: possono presentarsi in qualunque zona, nessuna esclusa, ma soprattutto sono al volto (dal 70 all’85%).
  • Le cause: il cane morde in risposta a un’eccessiva confidenza e disinvoltura del bambino. In genere, infatti, il cane morde per paura o per difendersi, per esempio quando il bambino gioca con il cane in modo eccessivo o fastidioso, oppure se il cane si sente immobilizzato. Mordere, perciò, è una difesa o un modo di liberarsi.
  • In altri casi mordere è il sistema del cane per riconquistare il proprio territorio, per esempio quando gli viene toccata la ciotola del mangiare o gli viene occupata la cuccia. Per lo stesso motivo il cane che già viveva in casa, può mordere il neonato di cui è geloso perché teme che gli occupi il proprio posto nel “cuore” dei padroni.

IL PRONTO SOCCORSO

Che cosa fare quando si viene morsi da un cane:

-Ecco gli otto interventi da fare quando si viene morsi da un cane:
1)  Rassicurare e tranquillizzare il bambino
2)  Sciacquare abbondantemente con acqua corrente la ferita: basta questo per ridurre di 2/3 il rischio di infezione, infatti si allontanano le gocce di saliva del cane che contengono i batteri
3)  Subito dopo cospargerla con un disinfettante: i migliori sono i derivati dell’ammonio quaternario
4)  Se ha dolore somministrare ogni 4 ore un farmaco che contenga paracetamolo (è lo stesso che si usa per abbassare la febbre)
5)  Dopo una prima visita si deve ritornare dal medico se si nota che la zona intorno alla ferita diventa rossa, si gonfia o produce liquido oppure quando il bambino ha dolore o gli viene la febbre. Questi segni indicano che è sopraggiunta una infezione e in questo caso sicuramente vanno somministrati gli
6)  antibiotici, mentre è inutile iniziare a prenderli appena il bambino sia stato morsicato perché questi farmaci non sono in grado di prevenire le infezioni.
7)  Non è dimostrato che sia utile chiudere la ferita con i punti di sutura, perciò vi si ricorre solo in caso di lesioni estese
8)  Se, come avviene nella quasi totalità dei casi, si conosce il cane cha ha dato il morso, non è necessario eseguire nessun trattamento preventivo per la rabbia, perché, ormai da anni, non si riscontra più in Italia, mentre per il tetano tutti i bambini sono protetti fino a 15 anni. Solo in caso di ferita molto profonda dovranno effettuare una dose di richiamo i bambini che hanno da 10 a 15 anni o quelli di 5, se non l’hanno ancora effettuato. Per i più grandi: non devono eseguire nessun trattamento se il vaccino è stato eseguito da meno di cinque anni; se sono trascorsi più di cinque anni e meno di dieci andrà eseguita una dose di richiamo del vaccino. Se sono trascorsi più di dieci anni, andranno eseguite le immunoglobuline contro il tetano.”

 A cura di:

Prof. Italo Farnetani – Pediatra, Giornalista pubblicista e Docente Università Bicocca di Milano

Quindi,nel caso del cane e del bambino ,il rispetto reciproco è essenziale. Non bisogna lasciarli soli e si deve educare sia l’uno che l’altro. Ma quel che più vi importerà sapere è come approcciarsi con un cane sconosciuto…

I cani comunicano perlopiù con il linguaggio del corpo.La postura,le orecchie,la coda,la mimica facciale,la testa…Dalla combinazione di tutte queste cose si capisce in che stato d’animo è il cane e si riescono ad evitare grossi errori. Per esempio chinarsi su un cane molto spaventato mettendogli una mano sulla testa può provocare una reazione negativa,soprattutto se è al guinzaglio e si sente circondato senza vie di fuga (le opzioni del cane sono due: fuggire o difendersi..oppure appiattirsi a terra continuando a lanciare disperatamente segnali di calma .). Se un cane non gradisce le nostre attenzioni lo fa capire attraverso particolari gesti: leccarsi velocemente il muso,distogliere lo sguardo(o girare completamente la testa),ritrarsi,muoversi lentamente,coda tra le gambe….(anche solo uno di questi)

Partiamo dal presupposto che il cane è completamente sconosciuto e vogliamo avvicinarci a lui per accarezzarlo. Prima regola delle buone maniere canine( i cani quando si incontrano si comportano in modo molto diverso da noi,solo osservandoli si impara molto sul loro modo di comunicare) è non andargli incontro in modo diretto,ma facendo una curva.Questo lo rassicura sulle tue buone intenzioni. Poi bisogna muoversi lentamente,con calma, ed evitare il contatto visivo. Fissare negli occhi il cane è per lui un gesto di minaccia,se incroci il suo sguardo distoglilo subito e gira un poco la testa di lato.Arrivati abbastanza vicino si può restare fermi girati di fianco o accucciarsi(NON chinarsi..chinarsi sul cane potrebbe spaventarlo o allarmarlo,bisogna piegare la ginocchia e accucciarsi) e osservare il cane(sempre non in modo diretto,ma con la testa di lato e distogliendo spesso lo sguardo) ..Se si avvicina tranquillo o scodinzolando si può mostrargli la mano tenendola molto bassa e lasciandola annusare..Solo dopo tutto ciò lo si può provare ad accarezzare,ma non sopra la testa. Sul fianco,sotto al collo,sulla schiena sempre tenendo la mano bassa.Un esempio di maleducazione è la classica persona che si avvicina direttamente al cane guardandolo negli occhi e posandogli una mano sulla testa,magari accarezzandolo energicamente.Non andrebbe fatto nemmeno con cani che si conoscono alla perfezione,figuriamoci con uno sconosciuto,che potrebbe irritarsi solo al fatto di essere guardato negli occhi (come è capitato a me con un pastore tedesco. L’ho fissato negli occhi mentre passavo vicino e si è messo ad abbaiarmi contro,visibilmente arrabbiato,per fortuna era al guinzaglio..L’errore è stato mio,anche se si cerca sempre,nell’educare un cane,di farlo socializzare e abituarlo a diverse situazioni…) .O che potrebbe non gradire la mano sulla testa(i cani in genere preferiscono essere accarezzati sul corpo) o le persone che gesticolano molto (ci può anche essere il cane che è stato punito con schiaffi sul muso e ha un ricordo negativo delle mani umane)…

Insomma non si può sapere! Per questo è bene avere cautela con qualsiasi tipo di cane estraneo,osservarlo e comunicare nel suo linguaggio..E se è presente chiedere prima al suo proprietario..C’è quello che ti salta addosso leccandoti la faccia al primo incontro(non il proprietario eh),e quello che basta un approccio diretto e reagisce male..o un’altro che è talmente timoroso che si fa la pipì addosso quando tenti di accarezzarlo. Altro errore è abbracciare il cane,gesto che per lui può essere molto minaccioso. Ma tornando al nostro cane sconosciuto..se invece non si avvicina per annusarci e non mostra interesse,non si deve assolutamente insistere! Non dobbiamo pretendere di far conoscenza con tutti i cani che vediamo.. Insistendo andremmo contro la sua volontà e ci potremmo trovare per esempio un cane che ci ringhia(mostrando i denti o con un ringhio solo sonoro)..e il ringhio è un avvertimento…O peggio: dato che non sappiamo nulla di lui,potrebbe anche passare direttamente all’aggressione.

Altro caso è un cane libero,sciolto,che si avvicina in modo minaccioso(magari randagio o scappato da qualche giardino).Se si nota che il cane è rigido con la coda alta o non si vuole comunque avere a che fare con lui,bisogna fermarsi lentamente e rimanere immobili,testa di lato (seppur non perdendolo di vista).Posizionare il corpo in modo laterale rispetto al cane(un altro gesto utile) .Gli stessi atteggiamenti detti sopra,però senza provare ad accarezzarlo o porgere la mano(mani attaccate al corpo)…A questo punto il cane probabilmente ti annusa e vedendo che sei innocuo e pacifico torna per la sua strada.Scappare non servirebbe a nulla,se non a farsi aggredire. Il cane è istigato a inseguirti(istinto predatorio) ed è più veloce ,a meno che non si trovi in tempo record un albero o qualcosa su cui arrampicarsi.Urlare o essere presi dal panico è ancora peggio,serve solo a fare ulteriormente agitare il cane…E’ essenziale mantenere la calma!

Per conoscere meglio l’argomento vi consiglio di leggere questo libro:

Turid Rugaas
I segnali calmanti- L’intesa con il cane

(acquistabile online,clicca per leggere le recensioni e la descrizione)…sia che siate cinofili, sia che odiate i cani.I cani fanno parte della società,anche chi non ne possiede dovrebbe un minimo informarsi su come comunicano, perlomeno per riuscire ad evitare aggressioni.E’ un libro indispensabile per comprendere meglio i nostri amici pelosi!

Approfondimenti sulla comunicazione canina: http://www.sussurra-al-tuo-cane.com/etologia/comunicazione/